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Disney Villains Cursed Café, la recensione del bar più spregevole dei videogiochi

Abbiamo miscelato, agitato e servito centinaia di pozioni alle leggende del male prima di condividere con voi la nostra recensione di Disney Villains Cursed Café.

RECENSIONE di Mattia Pescitelli   —   05/04/2025
I 'villains' di Cursed Café

Li abbiamo visti, rivisti, stravolti, estrapolati, trasformati, ma non c'è niente da fare: gli antagonisti delle produzioni classiche Disney sono impregnati di un fascino intramontabile. Non sconvolge assistere a una loro rinascita negli ultimi anni, a partire dalla linea Villains spinta dalla casa di Topolino, che vanta abbigliamento, oggettistica, ma anche tutta una sequela di incursioni crossmediali, dai libri ai giochi da tavola, come il fenomeno Villainous edito da Ravensburger. L'esempio più recente di questa scia di rilancio da parte di una delle aziende creative più importanti di sempre, presentato e distribuito a sorpresa dopo l'ultimo vero Nintendo Direct interamente dedicato a Nintendo Switch, è Disney Villains Cursed Café, una strana visual novel che ripropone in chiave moderna le aspirazioni malefiche dei cattivi Disney. Vediamo insieme se questo fulmine a ciel sereno è stato una scommessa vincente o se si è dimostrato un fallimento come tutti i piani diabolici dei suoi protagonisti.

Anche il male ha il tempo libero

Disney Villains Cursed Café ci mette nei panni di una ragazza al suo primo giorno di lavoro in quella che sembra essere una bettola. L'unica cosa a spiccare tra i mobili polverosi e malmessi è un grande tomo con un incantesimo scritto sulla prima pagina. Una volta declamate le parole latine, ecco che veniamo avviluppati da un velo di magia. Di colpo il locale, pulito e illuminato, ospita i principali antagonisti della storia Disney.

Le celebrità Disney che si ritrovano in un locale magico
Le celebrità Disney che si ritrovano in un locale magico

Scopriamo di essere la nuova barista, o meglio "potionista" (da notare che il gioco non è localizzato in italiano, al momento) di un ritrovo segreto, nel quale si servono pozioni di tutti i tipi, capaci di fare molto bene o molto male. In tutto ciò, ci ritroviamo a imparare da soli quali sono le nostre mansioni, in quanto il nostro datore di lavoro, Mr. Magus, pare essere sparito. Anzi, a detta di tutti, non si sa proprio chi sia.

Così, tra una pozione e l'altra per accontentare i clienti (anche andando contro le loro richieste), il nostro obiettivo è capire chi sia questo Mr. Magus e perché sia scomparso di colpo dalla memoria di tutti, come se fosse stato cancellato da questo piano dimensionale.

Avanti il prossimo!

Se si approccia Cursed Café senza sapere cosa aspettarsi di preciso si potrebbe rimanere spiazzati dallo scoprire che le pozioni sono solo una parte accessoria dell'esperienza di gioco, che di fatto è in tutto e per tutto una visual novel un pelo più interattiva di quelle a cui siamo solitamente abituati.

Crudelia e le sue richieste al limite dell'etico
Crudelia e le sue richieste al limite dell'etico

Sostanzialmente ci troveremo più tempo a parlare con i vari personaggi e a conoscere i piani per attuare le loro malefatte nel mondo moderno che non a mescolare ingredienti e creare decotti particolari.

Disney Villains Cursed Café è stato lanciato a sorpresa durante il Nintendo Direct Disney Villains Cursed Café è stato lanciato a sorpresa durante il Nintendo Direct

Totalmente assente anche qualsiasi livello di sfida nel creare le pozioni. È virtualmente impossibile sbagliare una ricetta, in quanto abbiamo sempre a portata di mano il nostro fidato manuale, contenente tutte le pozioni che siamo in grado di creare e che si andranno a sbloccare man mano che una nuova necessità verrà rivelata dalla clientela esigente.

Il tabellone che riassume la giornata lavorativa
Il tabellone che riassume la giornata lavorativa

Tutto ciò che dovremo fare è dare un'occhiata ai due ingredienti necessari per creare la pozione (che sempre due saranno, almeno quelli che prevedono l'interazione del giocatore), selezionarli e far partire il processo di distillazione. Il gioco è fatto. Il cliente sarà soddisfatto e avanti il prossimo, così per altre tre volte, dopo le quali la giornata lavorativa volgerà al termine.

Insomma, non c'è da aspettarsi un'esperienza alla Potion Craft, per intenderci, bensì qualcosa di molto più legato al piano narrativo, che per alcune cose funziona, mentre per altre decisamente meno (molto simpatico l'adattamento dei progetti malefici dei cattivi alle prospettive sociali odierne, ma alcuni dialoghi si potevano decisamente asciugare).

Una pozione tira l’altra

La dinamica dell'alchimia ricreativa, quindi, si rivela essere più un movente narrativo che altro. Ciò è particolarmente evidente nel momento in cui al bancone si presenta un unico cattivo.

Esaudiamo i desideri di Jafar meglio di quanto farebbe qualsiasi genio
Esaudiamo i desideri di Jafar meglio di quanto farebbe qualsiasi genio

Solitamente, durante le prime due ordinazioni della giornata, al giocatore è data la possibilità di scegliere chi servire tra due dei sette antagonisti presenti nel gioco. Questa sarà una richiesta generica che va a fornire un po' di sottotrama per i singoli personaggi, ma nulla che farà effettivamente la differenza durante il corso del gioco. La parte rilevante arriva con la terza e ultima ordinazione della giornata, fornita da un unico villain scelto casualmente tra tutti.

Questi avrà una richiesta molto specifica che farà procedere la sua narrazione e che ci porterà a un bivio: accontentare il cliente proponendogli ciò che ritiene più adatto ai suoi piani nefasti o ingannarlo rifilandogli una pozione che ha un effetto simile, ma meno "drastico"? A seconda della scelta il giocatore arriverà a finali differenti, alcuni più "buoni", altri meno.

Gli ingredienti e il ricettario, che ci mostra precisamente cosa serve per realizzare ogni pozione
Gli ingredienti e il ricettario, che ci mostra precisamente cosa serve per realizzare ogni pozione

Noi ne abbiamo visti quattro, due dei quali assolutamente non voluti e che ci hanno portato a una rivelazione anticipata dei fatti parecchio prima del finale che possiamo considerare "canonico", rovinandoci la sorpresa e quel poco di entusiasmo che potevamo avere per il mistero che si celava dietro questo Café stregato.

Lo stile che ripaga

Quando si ha a che fare con dei titani della cultura popolare è difficile sbagliare il tiro, specialmente se si ha una visione chiara di ciò che si vuole proporre. Se dalla parte del "novel" Cursed Café brilla a tratti, da quella del "visual" si difende molto bene.

Per quanto poco esaltanti da realizzare, tutte le pozioni sono molto belle da vedere
Per quanto poco esaltanti da realizzare, tutte le pozioni sono molto belle da vedere

Visivamente il gioco propone una bidimensionalità cartoonesca tra gli anni del Rinascimento disneyano e le più recenti incursioni animate che hanno ritrovato l'origine del tratto su carta, un approccio che funziona dall'inizio alla fine.

Anche la caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti è lodevole, piena di riferimenti ai film che hanno fatto la storia della casa di produzione, ma pure a tutta un'estetica che pone questo mondo tra i mondi in un periodo che ricorda più un bar clandestino del Midwest degli anni '30, frequentato dalla peggiore feccia della città, che un qualsiasi locale contemporaneo.

Meno convincenti le transizioni e gli effetti che legano le scene, le pose e le azioni dei personaggi, alcuni dei quali possono essere messi a confronto con quelli dei più biechi videogiochi per browser. Una stonatura che, ogni volta che si presenta, si fa sentire il doppio.

Conclusioni

Versione testata Nintendo Switch
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo 14,99 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori (8)
6.4
Il tuo voto

Disney Villains Cursed Café è uno di quei regali ai quali non sai bene come reagire una volta scartati. Sulla carta l'idea è anche simpatica, specialmente se diretta a un pubblico di più giovani, ma quasi tutto in questo gioco pare sviluppato appositamente per accontentare chi con quelle icone ci è cresciuto, il che va a minare l'immediatezza e la chiara leggibilità che un videogioco dovrebbe avere nei confronti dei più piccoli, ma svilisce anche di parecchio l'esperienza per i più grandi, che si ritrovano con un'avventura molto prevedibile e poco avvincente, dal ritmo altalenante, che offre dinamiche risicate all'osso e una meccanicità delle azioni a tratti disarmante. Cercando di accontentare tutti, forse il team di Bloom Digital non hanno accontentato nessuno, proponendo un'esperienza sì simpatica, con delle intuizioni divertenti, ma anche priva di spessore, con una qualità generale che fa domandare se non sia stato fatto uscire in fretta e furia, spinto da delle necessità di mercato a noi ignote; poco più della bozza di un'idea che non manca di potenziale. Il risultato finale ricorda un po' il povero Gaston, un sempliciotto che ti strappa un sorriso, ma che rimane lì a fissarti senza capire cosa ci sia di divertente in quello che ha fatto.

PRO

  • Visivamente molto gradevole
  • Alcune intuizioni narrative sono simpatiche

CONTRO

  • La meccanica delle pozioni è quasi irrilevante
  • Pecca di rifiniture nei dettagli