Nata da costola di Final Fantasy, SaGa è una serie che si ama o si odia: è difficile stare nel mezzo. È sempre stata sperimentale, fin dall'inizio: Akitoshi Kawazu era stato incaricato di portare i JRPG su Game Boy e lui, che aveva lavorato ai primi Final Fantasy, voleva fare qualcosa di diverso. Praticamente ogni astrusa meccanica nei vari titoli della serie - che, per quanto poco conosciuta, conta almeno una dozzina di giochi, remaster e remake inclusi - deriva dalla volontà di tentare nuove strade, sia sul fronte narrativo che del gameplay.
Era solo questione di tempo prima che Square Enix riproponesse SaGa Frontier 2, annunciato e pubblicato lo stesso giorno, senza troppe fanfare, con un trailer che ha reso poca giustizia a un'operazione molto più interessante del solito. SaGa si ama o si odia, abbiamo detto, ma questo gioco in particolare, uscito nel 1999 su PlayStation, ha diverse frecce al proprio arco che lo mettono in quel mezzo in cui abbiamo detto anche che è difficile stare. E ora vi spieghiamo perché.
Più di una Remaster?
La prima cosa che salta all'occhio di SaGa Frontier 2 è la grafica, in particolare gli scenari disegnati a mano e dipinti con gli acquerelli, una caratteristica davvero unica che al tempo fece molto parlare di sé. La versione rimasterizzata preserva questa peculiarità, riproponendo gli scenari in alta definizione, belli come un tempo se non di più sui pannelli più luminosi, come per esempio lo schermo di Switch OLED con cui abbiamo testato il gioco Square Enix. Il trailer pubblicato da Square Enix tradisce una sfocatura poco gratificante degli sprite 2D, ma in realtà la schermata delle opzioni permette di selezionare il filtro Point per migliorarne la definizione, una soluzione che abbiamo trovato decisamente più appropriata e fedele all'originale.
L'idea era quella di restituire ai giocatori le atmosfere di una favola, come se leggessero un libro, ma la storia di SaGa Frontier 2 è più simile a un romanzo di George R.R. Martin o, se volete, alle tematiche di Final Fantasy XVI. Composta da due storie apparentemente distinte e separate, segue le peripezie generazionali di due famiglie nel regno di Sandail: quella di Gustave XIII, principe diseredato che monta una guerra fratricida in un intrecciarsi di vendette politiche e sentimentali, e quella di Will Knights, un "digger" alla ricerca del misterioso manufatto chiamato Egg.
Le loro storie, raccontate attraverso molteplici prospettive, scenette e sequenze di gameplay proseguono parallelamente per anni e anni, ma solo leggendo attentamente i dialoghi - sfortunatamente solo in lingua inglese dato che il gioco non è stato localizzato in italiano - e arrivando al capolinea si ottiene un quadro completo che volevano raccontarci Kawazu e Miwa Shoda. Se la versione originale di SaGa Frontier 2 lasciava il giocatore libero di scegliere i frammenti di storia disponibili nell'ordine che preferiva, a costo però di perdersi dei pezzi importanti del puzzle lungo la strada, questa Remastered lo prende per mano, suggerendo un ordine cronologico che conferisce alla narrativa maggior senso anche se tradisce un po' lo spirito dell'opera originale.
Quella di SaGa Frontier 2 è un'esperienza che richiede un po' di pazienza e attenzione, ripagate da momenti estremamente coinvolgenti e personaggi davvero memorabili, soprattutto ora che Square Enix ha aggiunto un numero abbondante di scenette totalmente inedite che definiscono meglio alcuni comprimari e le loro storie, talvolta aggiungendoli persino al party giocabile: in tal senso, questa riedizione ci è apparsa quasi una Director's Cut piena di contenuti inediti che non ci aspettavamo da una semplice rimasterizzazione e che include un post-game più ricco per chi vuole davvero affondare gli artigli nelle sfumature del gameplay.
I miglioramenti, insomma, non si limitano alla qualità della vita, anche se Square Enix ha davvero messo al titolo originale andando a ridisegnare le interfacce e i menu, ora molto più chiari e facili da navigare specialmente per quanto riguarda la microgestione di abilità, oggetti ed equipaggiamenti. Non mancano, naturalmente, le funzionalità che ci si aspetta da questo tipo di operazioni: salvataggi automatici, velocità aumentabile nelle scenette e nei combattimenti, suggerimenti e tutorial aggiuntivi, persino una galleria per le illustrazioni e le splendide musiche di Masashi Hamauzu.
La componente SaGa
Per quanto Square Enix abbia potuto rimaneggiare o migliorare SaGa Frontier 2, resta sempre quella "componente SaGa" che rende l'esperienza molto particolare, indigesta a certi giocatori, incredibilmente affascinante per altri. La serie ha sempre puntato tutto sull'esplorazione e sulla narrativa tortuosa e anticonvenzionale, ma anche su un gameplay estremamente intricato, specie sul fronte del sistema di combattimento che dapprincipio può pure apparire incomprensibile tra WP, SP, LP, Arti e così via.
In realtà, molto di ciò che appare dovuto al puro caso, ha una logica dietro che il giocatore deve necessariamente comprendere e manipolare se vuole superare certe battaglie, specialmente nelle fasi avanzate della storia in cui la difficoltà si impenna vertiginosamente. In generale, i combattimenti a turni prevedono la selezione di attacchi e incantesimi che consumano le consuete risorse, ma anche la durevolezza delle armi impugnate: quest'ultime determinano non solo le abilità utilizzabili sul momento, ma anche quelle che ogni personaggio può imparare attraverso un iconico meccanismo chiamato "glimmer".
Col tempo si imparano a sbloccare sempre più abilità e a combinarle in devastanti attacchi multipli, ma il gioco prevede altre due modalità di combattimento oltre ai consueti scontri tra il party e i nemici: SaGa Frontier 2 si ispira a Suikoden di Konami mettendo in scena duelli uno contro uno e vere e proprie battaglie campali che seguono regole proprie e conferiscono maggior varietà all'avventura. La Remastered non sembrerebbe aver ritoccato lo strano bilanciamento della difficoltà originale, ma l'aggiunta di alcuni personaggi inediti da reclutare, oltre all'inedito sistema Parameter Inheritance che permette di trasferire le statistiche da uno all'altro, permettono di migliorare ulteriormente il party che si preferisce.
È un peccato che la pubblicazione di SaGa Frontier 2 Remastered sia passata così in sordina: Square Enix si è davvero impegnata in questa riproposta, il che non era del tutto scontato. Spesso le Remastered dei giochi di nicchia offrono poco più di una riverniciata e qualche miglioramento scontato, mentre in questo caso si è addirittura recuperato il minigioco Dig! Dig! Digger per Pocket Station che all'epoca era rimasto confinato al Giappone. Si tratta, insomma, di un lavoro completo e ragionato che giustifica il costo del gioco e rispolvera uno dei migliori titoli in una delle serie GDR più divisive in commercio.
Conclusioni
Considerata la contenuta popolarità della serie SaGa e la pochissima pubblicità che Square Enix ha fatto, temevamo che SaGa Frontier 2 Remastered sarebbe stata una riproposta svogliata e venduta a prezzo troppo alto di un titolo che avrebbe meritato maggior lustro nonostante tutti i limiti di questo divisivo franchise. Invece è successo il contrario: questa versione di SaGa Frontier 2 si è rivelata curatissima sotto praticamente ogni aspetto, impreziosita peraltro da contenuti inediti pensati anche per chi ha già completato l'originale su PlayStation. Peccato per l'assenza della localizzazione italiana, che avrebbe sicuramente contribuito ad attirare più attenzione su un'uscita davvero pregevole che gli appassionati del genere dovrebbero considerare.
PRO
- Svariati contenuti inediti rispetto all'originale
- Apprezzabili miglioramenti a tutto tondo
CONTRO
- Il sistema di combattimento è sempre criptico e confuso
- La localizzazione in italiano sarebbe stata la ciliegina sulla torta